Le Chiese
CHIESA MADRE SS. MARIA IMMACOLATA
Al termine del corso Vittorio Emanuele III, quasi a far da sfondo all’intera scena urbana, si erge la Chiesa madre SS. Maria Immacolata, costruita a ridosso di una primitiva chiesa, databile intorno alla prima metà del XV secolo. Sorgeva allora in periferia dell’abitato ed era costituita da una piccola cappella posizionata in direzione Nord-Sud e che occupava l’area dell’attuale presbiterio.
Sono tuttora evidenti le tracce di quell’originario edificio, riscontrabili nell’antica porta d’ingresso situata ad Ovest del campanile principale e nel piccolo campanile a vela posto sul lato Nord della cupola.
In mancanza di notizie ufficiali, in quanto i documenti dell’archivio parrocchiale, iniziato a partire dal 1620, sono andati totalmente dispersi in un incendio, è possibile tracciare una ricostruzione storica del complesso architettonico sulla base di iscrizione d’epoca esistenti all’interno della chiesa stessa. Una pergamena muraria posta in chiave dell’arcone a tutto sesto principale che separa la navata del presbiterio, contiene la seguente iscrizione:
Templum hoc elemosinis civium conditum A.D. MDCCLXXIV (questa chiesa fu costruita con le offerte dei cittadini nell’anno 1774).
Tale data coincide con l’ultimazione dei lavori della chiesa e dell’annesso campanile con l’adiacente locale coperto da volta stellare, che presentano identica pavimentazione in mattoni cotti. Nei primi anni dell’Ottocento, venne invece voltata l’elegante cupola sulla crociera ad opera di maestranze locali e costruito il retrostante oratorio del SS. Sacramento, manufatto conclusivo del complesso architettonico.
La conformazione esterna della chiesa è dominata oltre che dalla massiccia cupola e dalla scenografica facciata, anche dal possente campanile a tre livelli, di pregevole fattura settecentesca. Questo, emergendo leggermente dalla massa muraria, presenta in alzato delle monofore con arco a tutto sesto, dotate di eleganti balaustre in pietra, che si aprono sul lato Est del primo livello, su due lati del secondo e su quattro del terzo. Sul lato Nord della cupola, in corrispondenza dell’angolo fra navata e presbiterio, risalta, ancora in buono stato di conservazione il già citato cinquecentesco campanile a vela, dallo spessore murario di 70 cm con un’unica apertura a tutto sesto, sormontata da un timpano, a sua volta coronato da tre pinnacoli.
La facciata ad Ovest, in stile tardo barocco, domina la visuale della via principale del paese su un’ampia scalinata in conci di tufo che conduce al portale d’ingresso. La superficie della facciata è scandita da due ordini sovrapposti di lesene con capitelli compositi, sei quelli dell’ordine inferiore e quattro dell’ordine superiore, che, nella campana centrale, inquadrano inferiormente il portale sormontato da trabeazione e timpano curvilineo, e superiormente una finestra con lunetta e bombature inferiori laterali, coronate da una cornice e affiancata da due elementi decorativi a voluta.
All’interno delle esigue decorazioni rappresentate dagli affreschi con pitture ad olio presenti sui pennacchi tra gli arconi del presbiterio, sulle quattro facce del tamburo prive di finestre, sugli spicchi interni della cupola e sulla lunetta della parete terminale dell’abside, sono state tutte eseguite da artisti locali nei primi anni del novecento. Sui pennacchi sono rappresentati i quattro evangelisti intenti a comporre le proprie scritture; sul tamburo durante gli ultimi restauri sono venuti alla luce quattro murali, raffiguranti episodi della vita di S. Francesco d’Assisi e di S. Antonio, risalenti, sicuramente alla metà del Settecento; mentre l’intradosso della cupola presenta raffigurazione di cori di angeli ed arcangeli.
In una delle cappelle sinistre, interessante è la tela della Madonna del Rosario dia autore ignoto.
LA CHIESA DEL CARMINE
La data di costruzione della prima Chiesa è sicuramente anteriore al 1779, anno a cui risale la costituzione della prima confraternita, approvata con Regio Assenso da Ferdinando IV, il 24 agosto 1779.
Nel 1911 fu costruita quella attuale, a spese del popolo.
Nei primi anni ’50 furono effettuati restauri e pitturazioni; la Chiesa fu restituita ai fedeli nel 1954, in occasione del centenario del Dogma dell’Immacolata, proclamato da Pio IX con al bolla “Ineffabilis Deus”. La facciata si presenta sobria e lineare: gli elementi decorativi sono le quattro lesène, ai due lati del portale, sormontati da finti capitelli di tipo corinzio, con foglie d’acanto.
La struttura architettonica dell’edificio, in tufo caratteristico della zona, è massiccia e comprende anche una cupola emisferica, poggiante su un tamburo poligonale, alla cui sommità vi è una finta lanterna. Posteriormente vi è il campanile, semplice ed essenziale anch’esso, ma, nel contempo, leggero ed elegante, per via del respiro conferito alla struttura dalla ampie finestre con arco a tutto sesto. La chiesa ha pianta longitudinale a navata unica; le navate laterali sono ridotte a cappelle non comunicanti fra loro.
L’interno è inondato dalla luce che, entrando copiosa attraverso le numerose finestre, conferisce all’ambiente un tono di calma spazialità.
Vi è un pulpito ligneo e, sui quattro pennacchi, si possono osservare altrettanti Santi carmelitani; l’interno della cupola, estremamente danneggiato da infiltrazioni acquee, mostra una immagine della Vergine del Carmine che porge lo scapolare alle anime del Purgatorio.
La prima cappella sinistra contiene una interessante tela, di Giuseppe Sampietro, che rappresenta, forse, S. Rocco.
Articolo inserito: 02-01-2008 11:08:59
